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Ortofrutta made in Italy da salvare


Ortofrutta made in Italy da salvare
L'editoriale di Davide Vernocchi, coordinatore ortofrutta di Alleanza Cooperative Agroalimentari, pubblicato sull'ultimo numero di In Piazza

Gli effetti dei cambiamenti climatici e le politiche comunitarie sulla sostenibilità rischiano seriamente di apportare un duro colpo al comparto ortofrutticolo, causando la scomparsa di intere filiere produttive. È indispensabile pertanto agire al più presto, attraverso un piano strategico di ampio respiro che rafforzi la competitività del comparto ortofrutticolo.

Su questo settore, purtroppo, incombono alcuni delicati dossier comunitari, fortemente connotati dal punto di vista ideologico, che andrebbero a ridurre drasticamente l'utilizzo dei fitofarmaci (con il regolamento Sur) e a dar vita ad una normativa sugli imballaggi che obbligherebbe ad offrire ortofrutta fresca nei punti vendita senza alcun tipo di confezionamento, se di peso inferiore ad 1,5 kg. Entrambi i dossier avranno un impatto rilevante sulle nostre imprese, già colpite dall'aumento dei costi energetici, degli imballaggi e delle materie prime.

Inoltre, le progressive limitazioni all'utilizzo di sostanze indispensabili per la difesa delle colture (e l'impossibilità di poter far ricorso a valide alternative, allo stato attuale) avranno come inevitabile conseguenza un inesorabile calo produttivo di specie frutticole. Un impoverimento complessivo della ricchezza della nostra biodiversità, che dovrebbe invece rimanere un vanto assoluto del nostro Paese, visto che l'Italia annovera qualcosa come 350 specie vegetali coltivate, contro meno di 30 dei paesi del Nord Europa.

Ci sono esempi significativi sotto i nostri occhi: penso al dimezzamento della produzione delle patate in Italia che in 15 anni è passata da 70mila ettari ai 30mila previsti per l'attuale campagna e il drastico calo produttivo subito dalle pere negli ultimi anni per via dell'andamento climatico anomalo e dell'attacco di insetti patogeni.

In più, a causa anche del clima di incertezze determinato dalla crisi idrica e dalla mancanza di manodopera, il nostro paese rischia di perdere competitività rispetto agli altri principali paesi produttori, specie perché altrove si stanno facendo scelte diverse. Il governo francese, ad esempio, ha annunciato la scorsa settimana di aver messo a punto insieme alle associazioni del settore un programma pluriennale con una dotazione di ben 200 milioni per rilanciare la competitività della filiera ortofrutticola, con l'obiettivo di rafforzare le percentuali di vendita sul mercato interno della produzione made in France.

È necessario quindi che il fondo istituito per la sovranità alimentare possa essere utilizzato anche per agire rapidamente sulla liquidità delle imprese, delle cooperative e delle Op ortofrutticole, anche utilizzando al meglio le risorse che verranno dal Pnrr, che andranno coordinate in funzione alle reali esigenze delle imprese. Il dicastero della Sovranità Alimentare non può fare a meno di intervenire a tutela del made in Italy ortofrutticolo, un comparto strategico dell'agroalimentare nazionale che rischia seriamente di perdere quote di mercato, a tutto vantaggio delle produzioni provenienti da paesi extra Ue, che non devono rispettare le normative comunitarie in tema di sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.

Davide Vernocchi, Coordinatore Ortofrutta di Alleanza Cooperative Agroalimentari


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