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Mercato: un anno complesso per il vino


Mercato: un anno complesso per il vino
Le strategie di Caviro per rispondere a una congiuntura avversa, tra cambiamenti climatici, calo dei consumi e politiche comunitarie sfavorevoli
Il comparto vino sta vivendo un periodo difficile a causa della stagnazione dei consumi, ormai in corso da più di un anno, e di un contesto internazionale caratterizzato da conflitti e fragili equilibri geopolitici. Per Caviro, la più grande Cantina d'Italia, serviva una strategia lungimirante per affrontare questa fase, iniziata con un nuovo assetto organizzativo e la presenza di tre direttori generali interni all'azienda: Fabio Baldazzi, Giampaolo Bassetti e Valentino Tonini.

“Dobbiamo fare i conti con la marcata asimmetria che c'è tra i costi produttivi e il mercato finale” analizza Fabio Baldazzi. A questa stagnazione si aggiungono i problemi causati dal clima in una stagione 2023 che, in alcune aree, ha compromesso la produzione vitivinicola con cali che hanno raggiunto anche il 50% rispetto all'anno precedente.

“Occorre trovare un equilibrio - precisa Giampaolo Bassetti - che ci consenta di reinvestire nello sviluppo commerciale in Italia e all'estero, e di tutelare gli interessi della nostra filiera produttiva sociale”.

Nonostante la congiuntura sfavorevole, le innovazioni in Caviro non si fermano: “Il 4 marzo inaugureremo un nuovo magazzino automatico a Forlì che porterà ulteriore efficienza e competitività - annuncia Bassetti -. Contestualmente, anche nello stabilimento di Savignano sono in corso due investimenti importanti: l'installazione di un cogeneratore a metano e l'implementazione di un impianto di imbottigliamento”.

Sul fronte dell'export, il 2023 ha segnato ottimi risultati con oltre 100 milioni di euro di prodotto venduto. “Il mercato inglese è quello che ci ha dato maggiori soddisfazioni e per il 2024 è stato confermato al 100% - aggiunge Bassetti -. Ora vogliamo potenziare la nostra presenza in mercati in cui fino a oggi abbiamo sviluppato volumi di fatturato non all'altezza. Una delle basi della strategia per l'export è l'allargamento distributivo: più paesi, più clienti, più opportunità”.

Soddisfazioni arrivano anche dall'economia circolare di Caviro, un modello virtuoso che ha il suo fulcro nella società Caviro Extra. Nel 2023 Extra, che ha sede a Faenza, ha dovuto affrontare le criticità causate dall'alluvione e dall'incendio sviluppatosi nel suo sito produttivo: “Siamo ancora in attesa che si concludano gli iter obbligatori mirati all'accertamento delle cause dell'incendio - commenta ancora Fabio Baldazzi -. Abbiamo già definito un piano di investimenti pluriennali che interessano l'area ma siamo in attesa che l'intero sito venga rimesso a nostra disposizione. Questo è un danno economico rilevante che avrà i suoi effetti nell'esercizio in corso, dove non si potranno replicare i risultati straordinari degli ultimi anni”.

Infine c'è preoccupazione per alcune politiche comunitarie in materia di agricoltura: “L'Unione europea tende a smantellare ogni forma di protezione delle produzioni effettuate dalle aziende dei paesi membri - conclude Baldazzi -. Di conseguenza subiamo l'aggressività dei paesi extra UE, dove spesso non esistono tutele del lavoro, della sicurezza, dell'ambiente, delle persone. Il contesto competitivo internazionale è sempre più precario e questo aspetto andrà affrontato nei dovuti tavoli internazionali, con il supporto delle associazioni di rappresentanza”.


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